Il Colombo Viaggiatore


 

I colombi viaggiatori sono conosciuti dall’uomo fin dagli albori dell’umanità, prima per nutrirsi poi come messaggero in tempo di guerra.
Dati storici ci dicono che il colombo fu il mezzo più rapido per comunicazioni militari per Persiani, Assiri, Egiziani, Fenici, Greci e Romani. Basti pensare che Giulio Cesare ne fece un largo uso per conquistare le “Gallie”.

E’ certo che col tempo delle “Crociate” sia i Saraceni sia i Crociati usarono il colombo viaggiatore, ed in molti casi, come all’assedio di Gerusalemme, le notizie trasportate dal Colombo furono determinanti.

Nell’Antica Grecia il colombo viaggiatore, oltre che per l’uso di messaggero in guerra, fu usato per trasportare messaggi religiosi e per diffondere i nomi dei vincitori delle “Olimpiadi” per tutto il Paese.

Senza tema di smentita il “Colombo viaggiatore” è l’animale più studiato nei secoli; Aristotele, Varrone e Plinio il vecchio cercarono
di studiare e comprendere i meccanismi interiori che permettono al Colombo di orientarsi e tornare con grande facilità alla colombaia.

Varie Università nel mondo e fra queste e l’università di Pisa, ancora oggi, studiano con assiduità l’orientamento di questo splendido animale.

A livello sportivo l’attuale “Colombo viaggiatore” nasce in Belgio nella prima metà dell’ottocento.

La prima gara sportiva per “Colombi Viaggiatori” fu organizzata a Liegi (Belgio) il 15/07/1820 ed il vincitore nella Sua gabbietta, scortato dalla “fanfara della città” fu portato in giro per le strade cittadine e nei paesi vicini. Il diploma, attestante la vittoria, è ancora conservato presso il gruppo colombofilo di Liegi.

Il processo di selezione, da un punto di vista morfologico, avvenne rapidamente. Gli allevatori belgi, facendo vari incroci principalmente con colombi inglesi, arrivarono a quello che è l’attuale “Colombo viaggiatore”. La selezione, oggi, è in continua ascesa, non da un punto di vista morfologico ma da quello della prestazione sportiva.

Oggi non si allevano più “colombi” ma, “Colombi viaggiatori” simili a macchine per volare, capaci di arrivare a velocità orarie di 80-90-100 Km/h e capaci di colare in un giorno per 700-800 Km.

In Italia la “Colombofilia” nacque nel 1877 in Emilia Romagna, grazie al recupero di molti colombi, smarritisi in zona che partecipavano ad una gara da Roma a Bruxelles. Dagli incroci di questi colombi nacque la prima “razza Italiana” di colombi viaggiatori “il Colombo di Parma”. Nel 1878, a Firenze, fu fondata la prima “Società Colombofila” ad opera di un gruppo di appassionati.

Negli anni immediatamente successivi altre società colombofile vennero alla luce a Modena, Reggio Emilia, Parma e Bologna.

Nel 1902 fu creata la Federazione Colombofila Emiliana che riuniva vari gruppi Emiliani. Nel 1903 con l’adesione dei gruppi di Firenze e Genova nacque la “Federazione Colombofila Italiana”.

Il primo giornale ufficiale della federazione fu “Lo Sport Colombofilo”. Attraverso i dibattiti pubblicati dal giornalino si introdusse l’inanellamento obbligatorio e da questo si partì per quello che sarebbe stato un grande domani per questo stupendo spor

I COLOMBI VIAGGIATORI DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE

All’inizio delle ostilità, nel giugno del 1940, il nostro esercito disponeva di una quarantina di colombaie fisse, con un totale di circa diecimila colombi, con il quale costituì la base per l’organizzazione delle reti colombofile messe a fianco delle altre reti di collegamento radio e a filo, nell’intento di assicurare l’importante servizio dei collegamenti in guerra. Sul fronte delle alpi occidentali si trovavano 7 colombaie fisse e 9 mobili.

Vennero effettuati, presso le colombaie militari, esperimenti pratici di ogni specie per assicurarsi del recapito dei dispacci in circostanze anormali: in giorni di pioggia, di nebbia, di neve, di vento sfavorevole al volo dei colombi, attraversamento delle Alpi. Tali esperimenti pratici diedero per risultato costante che i colombi potevano normalmente prestare un servizio sicuro di corrispondenza aerea in ogni circostanza, meno però quando il suolo é coperto di neve, perché in tal caso il viaggiatore non ritornava, che da brevi distanze. Anche quando il freddo é intenso avvengono perdite maggiori nei viaggiatori, ma il servizio veniva assicurato coll’inviare un maggior numero di colombi portatori dello stesso dispaccio. La velocità risultava in media dai 50 ai 60 km all’ora calcolati in linea retta.

Soltanto una parte delle colombaie fisse entrò in funzione all’inizio della guerra contro la Francia, fornendo i colombi alle truppe operanti per i pochi giorni in cui durò l’offensiva in tale settore. Nonostante le proibitive condizioni atmosferiche di quei giorni (pioggia e neve), i pochi colombi che vennero impiegati dalle truppe assolsero il loro compito. La Divisione AlpinaTaurinense impiegò 60 colombi di cui 52 rientrarono alla propria colombaia, muniti di messaggio. Con l’armistizio, le colombaie mobili si trasferirono in altre zone di radunata, mentre quelle fisse continuarono a tenersi a disposizione delle truppe dislocate lungo la frontiera.

L’indirizzo del servizio delle colombaie militari era affidato all’ispettorato delle truppe del Genio e ogni colombaia dipendeva dalla direzione autonoma del Genio nel territorio di residenza. A ciascuna colombaia era addetto un sottufficiale colombicultore pratico della materia.

In montagna, la corrispondenza con colombi veniva di massima destinata a surrogare i mezzi ordinari che venivano interrotti durante la guerra creando un collegamento alternativo fra le unità alpine ed i forti di sbarramento. Il servizio di corrispondenza aerea si otteneva per mezzo dell’istinto che i colombi hanno di far ritorno alla loro dimora. Per mettere in comunicazione fra di loro le 7 colombaie fisse presenti sulle Alpi Occidentali, vennero effettuati lo scambio vicendevole dei piccioni viaggiatori. Effettuato lo scambio, ciascuna colombaia inviò la corrispondenza alle altre piazze dando la libertà ai viaggiatori appartenenti alle colombaie della piazza con la quale si voleva corrispondere.

I dispacci, del peso massimo di un grammo, erano scritti sopra striscie di carta di seta che venivano arrotolate inserite in un tubetto di penna d’oca e legate alle penne timoniere del volatile. Ogni dispaccio-colombo veniva normalmente trasmesso da 3 viaggiatori muniti ciascuno di una copia e durante il periodo bellico la lanciata dei colombi veniva effettuata ad un intervallo di mezz’ora l’uno dall’altro. Naturalmente era obbligatorio usare, per la compilazione del dispaccio, il cifrario dell’esercito.

Per quanto riguarda le colombaie mobili, il trasporto dei viaggiatori veniva fatto in apposite gabbie, ove su cartellini esterni erano scritte le volute indicazioni; inoltre i colombi erano distiniti per colombaia e per sesso, cosa necessaria per evitare errori nella trasmissione dei dispacci-colombi, ed impedire che procreassero e si affezionassero in luoghi estranei alla colombaia. Nelle fermate di oltre 24 ore, i viaggiatori, sempre divisi per sesso, erano posti in camere asciutte, ventilate ed illuminate. Durante il tempo che i colombi erano fuori della colombaia, venivano talvolta spaventati con cenci o rumori, per far loro desiderare la primitiva dimora, ove venivano sempre trattati bene.

Nel settembre 1943, dopo l’annuncio dell’armistizio, tutta l’organizzazione del servizio colombofilo nei vari scacchieri operativi si dissolse. Molte colombaie vennero distrutte, i materiali asportati e i documenti bruciati o dispersi. Si salvarono dalla completa distruzione solamente poche colombaie militari fisse delle alpi occidentali perché protette dai rispettivi titolari. Anche queste colombaie ‘sopravissute’ ebbero però vita breve : occupate dall’esercito tedesco durante la ritirata, con la cessazione delle operazioni militari, nel maggio 1945, vennero chiuse ed abbandonate. Fu consentito di lasciare in attività la sola colombaia militare di Roma, quale unico centro di addestramento per i genieri .


 

NUOVE FRONTIERE DELLO SPORT COLOMBOFILO: LE ONE LOFT RACE

All’ inizio degli anni novanta un gruppo di colombofili porta un idea rivoluzionaria per quello che concerne l’ idea di  gare con i  colombi   viaggiatori conosciuta fino ad ora; il pioniere di questa che sarebbe stata un modo di viviere la colombofilia mondiale fu il Presidentissimo della Federazione Internazionale il Sig.  Carlos Marquet Pratz, al quale venne la bizzarra idea di far concorrere ad armi pari colombi di concorrenti delle più disparate zone del mondo, raccolti in tenera età , cresciuti in un’unica struttura e all’ età prestabilita  impiegare questi soggetti in unico programma gare condiviso nel quale trovare il sangue più forte e adatto per questo tipo di competizioni. Da l’ idea ai fatti il passo è breve, queste competizioni  prendono  piede e nel corso degli anni colombaie uniche  nascono in diverse parti prima dell’ Europa, poi, anche grazie a montepremi da capogiro nascono competizioni  OLR  un po’ in ogni continente; finchè la Federazione Colombofila Internazionale indice il Campionato del Mondo per colombaie uniche.

Il sito di rifermineto  è: http://www.pigeons-grandprix.com/

Di cui il  programma tappe  viene stilato con frequenza biennale, al momento è in vigore il biennio olimpico 2015/2016.